giovedì 8 maggio 2008

Il comunicato Stampa

Il comunicato stampa è lo strumento a cui si fa ricorso quando c’è qualcosa da comunicare.

Il numero di comunicati stampa è determinato dall’interesse che c’è a comunicare, ma anche al fatto di informare su chi fa cosa di una determinata trasmissione.

Sul sito dell’ufficio stampa della Rai c’è quotidianamente una serie di comunicati stampa. Se leggete il secondo titolo, capite subito che ha vinto Mediaset nella serata di ieri: il giorno dopo c’è sempre uno scambio di comunicati tra Rai e Mediaset.

Questa parte dei comunicati è fatta essenzialmente da Roma. Andiamo sui programmi. Sono mediamente brevi, che servono a segnalare l’appuntamento di un programma che si ripete.
Ogni giorno esce più di un comunicato. Ci sono comunicati che vanno da sabato per lunedì, pensando che le redazioni la domenica non lavorano o lavorano a orario ridotto.

Il lavoro capillare verso i giornali non c’è, basta dare notizie alle agenzie. Invece per Milano e Torino sto cercando di avere un rapporto meno anonimo con i giornali, per far sì che nascano rapporti personali. Il rapporto umano è il vero valore aggiunto della comunicazione. Per questo faccio l’amico di tutti, il rapporto umano è un valore aggiunto e conviene (e non lo faccio solo per questo…). I comunicati lunghi, da 30 righe, sono eccessivi: non te li pubblicherà nessuno, perché non c’è una vera notizie. Poiabbiamo l’home page, alla quale è difficile arrivare, perché è vero che abbiamo un nostro sitoInternet, ma non compare ad esso link nella home della Rai. Questo è un limite, che cercheremo disuperare, perché è giusto che queste cose siano comunicate anche a chi giornalista non è.

C’è ancheuna pagina riservata ai giornalisti accreditati, in cui i comunicati compaiono in anticipo e su cuicompare anche la rassegna stampa, che è una cosa di interesse aziendale, e mettere a disposizione dichiunque questa cosa qualche criticità può crearla. Usare il mondo web non significa scavalcare igiornalisti, ma comunicare ciò che si fa.I comunicati stampa hanno diverse forme, essenzialmente sono scritti in maniera che comunquesia possano essere presi e messi su una pagina di giornale. Mediaset rispetto a Rai tendeall’amplificazione dell’evento, all’uso di molti aggettivi, a presentare un fatto, una trasmissione,come unica, particolarmente bella o altro; lo stile Rai è stato sempre minimalista, cercando diprodurre un testo che un giornale può prendere e utilizzarlo così com’è. Il comunicato stampa deve essere tempestivo.

In sintesi: deve dare poche informazioni, essere sintetico e puntare sulla concretezza. Alcuniaccorgimenti: E’ necessario non parlare di responsabilità quando hai a che fare con questioni dicarattere politico (ad esempio parlando delle perquisizioni ai contatori Eni, si parlava di grandecollaborazione). Indicare anche sempre un contatto e un numero telefonico: se uno vuole capiremeglio e chiedere una cosa, a chi lo chiede? Per questo occorre sempre aggiungere il numero ditelefono della persona a cui rivolgersi. Se andiamo a caccia di valore aggiunto, occorre dare lenotizie in modo che siano notizie vere, utili, che servono.

martedì 29 aprile 2008

Ufficio stampa: cosa comunicare e come?

Cosa c’è da comunicare?

E lo si vuole comunicare?


Ci sono sempre le regole delle 5 w, che nonci abbandonano mai anche nel fare l’ufficio stampa. Ma l’ufficio stampa è sempre di qualcosa e diqualcuno. Come il giornalista pesa e tara la notizia per il pubblico del suo giornale, così deve farel’ufficio stampa. Che deve convincere l’azienda circa la bontà del comunicare all’esterno le coseche accadono, quelle belle (ed è facile), e anche quelle meno belle (e qui è più difficile). Adesempio l’orchestra Rai di Torino: una bella realtà, di livello, con selezioni non truccate, e duegiovani in gamba, musicisti, che si occupano della comunicazione. Un critico di Torino aveva fattouna critica a una esecuzione, con osservazione sui sei nuovi assunti. Tra di essi c’era una ragazza diplomata al Conservatorio di Torino.


Se l’avessimo comunicato prima sarebbe stato meglio,avremmo evitato in parte questo inconveniente. Non deve mai accadere che l’ufficio stampa o le relazioni pubbliche non siano a conoscenza delle cose brutte che succedono in azienda. L’orchestra Rai la conosce bene chi èappassionato di musica, ma chi come me non lo è, lo tagliamo fuori? Non abbiamo dei valori aggiunti? Ad esempio si può chiamare un giornale, intervistare la ragazza diplomata a Torino, edesce una bella storia. Oppure ancora: c’è uno strumentista che viene a suonare in orchestra e siscopre che, oltre ad essere un eccellente violinista, è anche il pilota di aereo. Non la vogliamoraccontare questa cosa? Tra telegiornali e quotidiani di Torino, se qualcuno ci facesse unachiacchiera sarebbe interessante. È un valore aggiunto, in positivo.


Ma anche in negativo: fallirei seci fosse una criticità e io non la conosco. Perché non posso ipotizzare di governarla, di difenderla edi pensare al tentato suicidio per salvarla. Sono tutte cose che ho vissuto dall’altra parte. Nelmomento in cui hai timore che una cosa esca con immagine negativa dell’azienda, trova ungiornalista amico, che la racconta mettendo bene in evidenza il tuo pensiero, la tua versione. Glierogatori gas dell’Eni, sembra che misurino più gas di quello che si consuma. Io sapevo che stavasuccedendo, ma non avevo conferma sufficiente per dare la notizia. E allora ho chiamato l’ufficiostampa dell’Eni, sapendo di rischiare molto grosso. Ed è successo cosa emblematica di come a voltaragionano gli uffici stampa: mi dico che mi chiamano tra un quarto d’ora. E dopo mezz’ora escecomunicato in cui dicono che stanno ricevendo perquisizioni e che collaboreranno al massimo. Mihanno fottuto, ma è un modo intelligente di fare ufficio stampa. Altro esempio: un ente non profit –di cui è sempre difficile far passare notizie ai media – mi racconta che stanno facendo nella scuolauna tv anti bullismo che comunica episodi positivi. Mi sembra una bella notizia, ma chiedo anche:ditemi se si fumano stupefacenti a scuola. Se un giornalista lo viene a sapere, esce con questanotizia; io devo essere a conoscenza di tutto, anche dei risvolti meno piacevoli che hanno coinvolti iprotagonisti della vicenda che racconto, altrimenti non posso rispondere ad un eventuale attaccomediatico.Come gestire il rapporto con i media? Occorre capire la loro posizione, che cosa voglio raccontare ea chi lo voglio raccontare (nomi di persone). Evitare e gestire – se sono uscite a mia insaputa – lefughe di notizie, non entrare in polemica, e pensare come un giornalista: occorre pensare semprealla notizia, perché il giornalista pensa sempre alla notizia e a come piegarla per dire ciò che vuoledire. E conoscere il potere dei media. Il giornalismo non è un mondo perfetto, anche se vi tende odovrebbe tendervi.La conferenza stampa: presenti l’Isola dei famosi, e il giornalista ti chiede un’altra cosa che nonc’entra, devi evitare di rispondere e riportare al tema. Quindi devi chiarire che domande possonoessere fatte e altre che, se fatte ugualmente, devono essere gestite in un certo modo. Devi anchecapire le cose che occorre evitare di dire, il terreno in cui è meglio non finire a parlare. Allagiornalista che parla di conti, io rispondo che l’azienda ha scelto di non rispondere a questo tipo didomande. Ad Aosta si produce molto, a Genova poco. Io ho detto: non parlare dei costi e dell’affareTele Genova, azienda locale che ha contestato alla Rai il diritto di fare servizio pubblico, con causagiudiziaria in corso alla Corte Europea. Un argomento che secondo me non va trattato.

venerdì 25 aprile 2008

Il Futuro delle Pubbliche Relazioni - Evento: PR e New Media

Video dell'evento PR e New Media.

sabato 19 aprile 2008

Con chi comunichiamo? Ufficio Stampa su radio, Tv e Internet (3)


Tv, radio, Internet....?


Dal punto di vista televisivo, conoscete l’ascolto dei programmi. E non affronto il problema della comunicazione Internet, il non luogo in cui c’è tutto sempre a disposizione, che è una questione di cultura per gli uffici stampa.


Voglio dare una notizia, e devo conoscere la differenza che c’è tra stampa, tv e radio. Se ho una bella immagine sui giornali rende poco, ma è fatta per essere vista. La tv non te la rivedi, anche se in Internet poi è disponibile (ma sono pochi quelli che ci rivanno), mentre il giornale lo riprendi in mano dopo. no?

giovedì 17 aprile 2008

Con Chi Comunichiamo? Settimanali e Mensili (2)

Le difficoltà crescono nei riguardi dei settimanali e mensili.

È difficile pianificare la comunicazione ai settimanali: devi mediare la quantità e capillarità che ti permette un quotidiano, con gli spazi di un settimanale e il suo effetto sul pubblico per sette giorni. Che tempo che fa è un prodotto di eccellenza della Rai (anche se prodotto da Endemol).

Sui settimanali è divertente: mentre il quotidiano è un giornale di notizie, il settimanale è un giornale di notizie specializzate. E qui vi presento un elenco. A parte il Corriere della sera Magazine e La Repubblica delle donne, che sono testate di approfondimento ai quotidiani, guardatei titoli: il panorama, con qualche eccezione, è abbastanza triste (sono campioni di vendite testatescandalistiche come Diva e donna, Di più, Novella 2000) .


Ma io come comunicatore posso farefinta che non esista Diva e donna, o Grand Hotel? Che valore aggiunto possono avere? Non possofare tanto lo schifiltoso. Hanno delle vendite elevate, magari le avessero i quotidiani! E qui entri in una sfida ancora più dura sulle esclusive, con il valore aggiunto delle immagini, della fotografia chein un settimanale hanno un’importanza fondamentale.
Con Tv sorrisi e canzoni abbiamo cifreimportanti, anche se non è un settimanale di informazione in senso lato. Uno dei grandi sogni di Mussi Bullini, di Rai 3, che è figlia di una grossa scuola di trasmissioni per l’infanzia della Rai, è diuscire con la tv Rai per bambini su Topolino, ma è difficilissimo uscire su Topolino, per scelte editoriali.


Discorso completamente diverso è quello dei mensili: è dura veicolare un prodotto su un mensile.Puoi proporgli anteprima, set di produzione, approfondimento. Non è in concorrenza con quotidianie settimanali, ma può creare il senso di attesa dell’evento. Il problema è di che tipo sono i mensilipiù venduti.