Poi ci si occupa anche delle interviste. Che fanno gli altri. Possono essere anche scambi diopinioni.- 8 -Una frase celebre afferma: “Le domande non fanno mai male, le risposte sì”. Le interviste sonoun’opportunità. Dalla più banale alla più seria. Sono pericolose, con rischi di “sputtanamento”, ma anche grandi opportunità per raccontare, sapendo chi è l’interlocutore e avendo garanzie sulla lorobuona fede (che non taglino dei pezzi per farti dire cose che non volevi dire…).Se devo rilasciare un’intervista, il mio diritto nei confronti del mio ufficio stampa è quello disapere, dal momento che le interviste sono opportunità e che solo le risposte fanno danni, chi miintervista (Santoro, Biagi, Vespa…?), in che contesto siamo, quanto tempo c’è, a cosa servel’intervista, se ci sono anche altri intervistati insieme. Vedi Antonello Caporali su Repubblica eClaudio Sabelli Fioretti su ‘Sette’ del Corriere.
Caporali fa domandi caustiche, che occorrerebbestudiare bene: una domanda, con risposta di una riga.Rimandare ad altre fonti: è la questione della validazione, far riferimento a situazioni, persone,momenti, studi, che possono integrare e avvalorare quanto vado dicendo.Accanto ai diritti, ci sono i doveri di chi è intervistato: comunicare da esperti (se uno èintervistato è perché viene ritenuto autorevole per farlo), e di conseguenza essere chiari e coerenti(cioè correggere eventualmente la deviazione che sta facendo il tuo interlocutore). Ad esempio,l’intervista che ho fatto agli ufficiali dell’aeronautica: dal grado di colonnello in su hanno anche ilrapporto con i media. Un giorno abbiamo provato delle interviste audio-video sul meteo. Faccio dueo tre domande al colonnello sull’evoluzione del tempo, e poi per scherzo gli chiedo: è vero che leiera in servizio la notte della strage di Ustica, e lui è sbiancato e ha farfugliato cose… Quando hai unmicrofono davanti, tutto è registrato. Non mentire. Mentire è lecito, ma se ti sgamano, chefiguraccia!In contesti televisivi, in occasione di dibattiti, si tende spesso a spettacolarizzare l’informazione: èuna tendenza insista nel modo di fare tv e di fare spettacolo anche di cose serie (vedi storieraccontate a ‘Mi manda Raitre’).Grillo è la conseguenza del fatto che ci sono molte situazioni in cui si parla e la gente non capisceche cosa dicono, mentre lui lo capiscono.
Tipi di intervista:- intervista proattiva, a richiesta: chiedo io a uno di intervistare un altro.- intervista sulla notizia: è successo qualcosa e ho bisogno di un validatore, di uno che sa e cheintervistandolo aumenta il valore e solidità a quanto io giornalista ho scritto.- intervista di approfondimento: l’intervista di natura formale sono le due battute che si fanno conil direttore generale della Fiat, in cui si mantiene un distacco reciproco, chi è intervistato sannoquali sono le tre domande che gli fai e ti dà le tre risposte. E poi ci sono le interviste informali etelefoniche, che possono essere pericolose ma anche utili, se conosci bene il giornalista e che nonti frega. Se parli in maniera informale con un giornalista, magari non uscirà, ma orienterà inqualche modo l’uscita delle notizie. Sono interviste che nessuno ascolta, e non si riesce allora acapire se chi fa le domande ha capito; in qualche caso l’addetto dell’ufficio stampa può poichiamare chi ha intervistato e sentire se è andato bene.L’intervista non è un esercizio intellettuale, né un dibattito, e la sovrapposizione tra l’intervistato el’intervistatore. Ad esempio se chi intervista e chi è intervistato c’è un legame di amicizia o una- 9 -conoscenza approfondita, si rischia lo ‘zerbinaggio’.
Ci sono modi per far capire all’interlocutorequal è il nucleo fondamentale che vogliamo trasmettere. Occorre sempre prepararsi in anticipo sucosa dire.Uno degli strumenti che abbiamo a disposizione, è la rassegna stampa quotidiana. Un primolancio che dà le notizie più importanti, e poi un secondo lancio. Per Sanremo abbiamo iniziato a fareuna rassegna stampa web, che è possibile perché sai quali sono i siti accreditati, mentre fare la stessacosa sulla Rai sarebbe ovviamente molto più difficile.Programmi in diretta web sono rivolti a gente che naviga su Internet, e può essere un piccolovalore aggiunto trasmettere in Internet. L’abbiamo già fatto, e lo faremo per la conferenza stampa diun programma cult, come Caterpillar.Riassumendo, detto in poche parole: in un ufficio stampa occorre capire come si muove il mondoche si ha intorno e pensare da giornalista.
Evitare lo “slang”, cioè in modo che la gente capisca. Enon avere paura di interloquire su eventuali interpretazioni sbagliate.
giovedì 4 dicembre 2008
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