La conferenza stampa: il momento clou, in cui ci si confronta, si chiamano i giornalisti perspiegare come abbiamo fatto, quanto siamo belli, come abbiamo risolti i problemi. Ci sonoconferenze stampa completamente inutili perché eccessivamente lunghe. La conferenza stampa la siprepara se si ha qualcosa da dire, e si pensa a come dirla e quali sono le criticità. Chi chiamare? Nonoccorre essere invadenti con un “mi raccomando, vieni”, ma spiegare semplicemente cosa c’è.
Una mia assistente ha invitato un giornalista della stampa (per fortuna mio amico…), ma senza spiegarebene di che cosa si parlava nella conferenza, dicendo che non lo sapeva: ovviamente non si può farecosì.Occorre definire l’agenda e decidere chi deve parlare e cosa deve dire, e debbono essere cosesensate.
Pensiamo ad una ipotetica conferenza per presentare il progetto ‘Passio’: si deve pensarechi mettere dietro al tavolo a parlare, come l’organizzatore, il vescovo (la sua presenza dà unsignificato importante), un’istituzione se ti dà un grosso contributo. Occorre sapere chi parla, in cheordine, e cosa dicono. Le conferenze stampa che durano un’ora sono inutili: ci danno notizie, non sifa filosofia, si risponde a domande.
Le notizie vere in certi campi però, non passano per leconferenze stampa. È una cosa seria organizzare una conferenza stampa. E magari anche dare undvd a supporto, con informazioni supplementari. Nella conferenza stampa si mette molto di più lafaccia fuori, a differenza del comunicato, che è più anonimo. L’ufficio stampa deve contattare igiornalisti in modo capillare, e convincere i relatori che non devono fare un dibattito o unaconferenza, ma dare notizie, se ci sono (altrimenti, meglio non fare la conferenza stampa).
venerdì 1 agosto 2008
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