martedì 29 aprile 2008

Ufficio stampa: cosa comunicare e come?

Cosa c’è da comunicare?

E lo si vuole comunicare?


Ci sono sempre le regole delle 5 w, che nonci abbandonano mai anche nel fare l’ufficio stampa. Ma l’ufficio stampa è sempre di qualcosa e diqualcuno. Come il giornalista pesa e tara la notizia per il pubblico del suo giornale, così deve farel’ufficio stampa. Che deve convincere l’azienda circa la bontà del comunicare all’esterno le coseche accadono, quelle belle (ed è facile), e anche quelle meno belle (e qui è più difficile). Adesempio l’orchestra Rai di Torino: una bella realtà, di livello, con selezioni non truccate, e duegiovani in gamba, musicisti, che si occupano della comunicazione. Un critico di Torino aveva fattouna critica a una esecuzione, con osservazione sui sei nuovi assunti. Tra di essi c’era una ragazza diplomata al Conservatorio di Torino.


Se l’avessimo comunicato prima sarebbe stato meglio,avremmo evitato in parte questo inconveniente. Non deve mai accadere che l’ufficio stampa o le relazioni pubbliche non siano a conoscenza delle cose brutte che succedono in azienda. L’orchestra Rai la conosce bene chi èappassionato di musica, ma chi come me non lo è, lo tagliamo fuori? Non abbiamo dei valori aggiunti? Ad esempio si può chiamare un giornale, intervistare la ragazza diplomata a Torino, edesce una bella storia. Oppure ancora: c’è uno strumentista che viene a suonare in orchestra e siscopre che, oltre ad essere un eccellente violinista, è anche il pilota di aereo. Non la vogliamoraccontare questa cosa? Tra telegiornali e quotidiani di Torino, se qualcuno ci facesse unachiacchiera sarebbe interessante. È un valore aggiunto, in positivo.


Ma anche in negativo: fallirei seci fosse una criticità e io non la conosco. Perché non posso ipotizzare di governarla, di difenderla edi pensare al tentato suicidio per salvarla. Sono tutte cose che ho vissuto dall’altra parte. Nelmomento in cui hai timore che una cosa esca con immagine negativa dell’azienda, trova ungiornalista amico, che la racconta mettendo bene in evidenza il tuo pensiero, la tua versione. Glierogatori gas dell’Eni, sembra che misurino più gas di quello che si consuma. Io sapevo che stavasuccedendo, ma non avevo conferma sufficiente per dare la notizia. E allora ho chiamato l’ufficiostampa dell’Eni, sapendo di rischiare molto grosso. Ed è successo cosa emblematica di come a voltaragionano gli uffici stampa: mi dico che mi chiamano tra un quarto d’ora. E dopo mezz’ora escecomunicato in cui dicono che stanno ricevendo perquisizioni e che collaboreranno al massimo. Mihanno fottuto, ma è un modo intelligente di fare ufficio stampa. Altro esempio: un ente non profit –di cui è sempre difficile far passare notizie ai media – mi racconta che stanno facendo nella scuolauna tv anti bullismo che comunica episodi positivi. Mi sembra una bella notizia, ma chiedo anche:ditemi se si fumano stupefacenti a scuola. Se un giornalista lo viene a sapere, esce con questanotizia; io devo essere a conoscenza di tutto, anche dei risvolti meno piacevoli che hanno coinvolti iprotagonisti della vicenda che racconto, altrimenti non posso rispondere ad un eventuale attaccomediatico.Come gestire il rapporto con i media? Occorre capire la loro posizione, che cosa voglio raccontare ea chi lo voglio raccontare (nomi di persone). Evitare e gestire – se sono uscite a mia insaputa – lefughe di notizie, non entrare in polemica, e pensare come un giornalista: occorre pensare semprealla notizia, perché il giornalista pensa sempre alla notizia e a come piegarla per dire ciò che vuoledire. E conoscere il potere dei media. Il giornalismo non è un mondo perfetto, anche se vi tende odovrebbe tendervi.La conferenza stampa: presenti l’Isola dei famosi, e il giornalista ti chiede un’altra cosa che nonc’entra, devi evitare di rispondere e riportare al tema. Quindi devi chiarire che domande possonoessere fatte e altre che, se fatte ugualmente, devono essere gestite in un certo modo. Devi anchecapire le cose che occorre evitare di dire, il terreno in cui è meglio non finire a parlare. Allagiornalista che parla di conti, io rispondo che l’azienda ha scelto di non rispondere a questo tipo didomande. Ad Aosta si produce molto, a Genova poco. Io ho detto: non parlare dei costi e dell’affareTele Genova, azienda locale che ha contestato alla Rai il diritto di fare servizio pubblico, con causagiudiziaria in corso alla Corte Europea. Un argomento che secondo me non va trattato.

venerdì 25 aprile 2008

Il Futuro delle Pubbliche Relazioni - Evento: PR e New Media

Video dell'evento PR e New Media.

sabato 19 aprile 2008

Con chi comunichiamo? Ufficio Stampa su radio, Tv e Internet (3)


Tv, radio, Internet....?


Dal punto di vista televisivo, conoscete l’ascolto dei programmi. E non affronto il problema della comunicazione Internet, il non luogo in cui c’è tutto sempre a disposizione, che è una questione di cultura per gli uffici stampa.


Voglio dare una notizia, e devo conoscere la differenza che c’è tra stampa, tv e radio. Se ho una bella immagine sui giornali rende poco, ma è fatta per essere vista. La tv non te la rivedi, anche se in Internet poi è disponibile (ma sono pochi quelli che ci rivanno), mentre il giornale lo riprendi in mano dopo. no?

giovedì 17 aprile 2008

Con Chi Comunichiamo? Settimanali e Mensili (2)

Le difficoltà crescono nei riguardi dei settimanali e mensili.

È difficile pianificare la comunicazione ai settimanali: devi mediare la quantità e capillarità che ti permette un quotidiano, con gli spazi di un settimanale e il suo effetto sul pubblico per sette giorni. Che tempo che fa è un prodotto di eccellenza della Rai (anche se prodotto da Endemol).

Sui settimanali è divertente: mentre il quotidiano è un giornale di notizie, il settimanale è un giornale di notizie specializzate. E qui vi presento un elenco. A parte il Corriere della sera Magazine e La Repubblica delle donne, che sono testate di approfondimento ai quotidiani, guardatei titoli: il panorama, con qualche eccezione, è abbastanza triste (sono campioni di vendite testatescandalistiche come Diva e donna, Di più, Novella 2000) .


Ma io come comunicatore posso farefinta che non esista Diva e donna, o Grand Hotel? Che valore aggiunto possono avere? Non possofare tanto lo schifiltoso. Hanno delle vendite elevate, magari le avessero i quotidiani! E qui entri in una sfida ancora più dura sulle esclusive, con il valore aggiunto delle immagini, della fotografia chein un settimanale hanno un’importanza fondamentale.
Con Tv sorrisi e canzoni abbiamo cifreimportanti, anche se non è un settimanale di informazione in senso lato. Uno dei grandi sogni di Mussi Bullini, di Rai 3, che è figlia di una grossa scuola di trasmissioni per l’infanzia della Rai, è diuscire con la tv Rai per bambini su Topolino, ma è difficilissimo uscire su Topolino, per scelte editoriali.


Discorso completamente diverso è quello dei mensili: è dura veicolare un prodotto su un mensile.Puoi proporgli anteprima, set di produzione, approfondimento. Non è in concorrenza con quotidianie settimanali, ma può creare il senso di attesa dell’evento. Il problema è di che tipo sono i mensilipiù venduti.

martedì 15 aprile 2008

Medialab: Video su come fare un Ufficio Stampa

Oggetto di questo video lo stage del laboratorio Medialab "Come funziona un ufficio stampa", tenuto da Mariano Campo, direttore del Bollettino d'Ateneo.
Categoria: Notizie e politica
Tag: catania università ufficio stampa cityzen theblogtv

lunedì 14 aprile 2008

Con Chi Comunichiamo? I Quotidiani (1)

È estremamente interessante contattare questo mondo, per rendersi conto di a chi si vuole parlaree cosa offra come potenzialità il mezzo di comunicazione a cui ci rivolgiamo. Vi mostro i dati piùrecenti di media di diffusione stampa (vedi l’indice Ads: Accertamento diffusione stampa).

Avvenire ha una diffusione media di 104 mila acquirenti e unavendita di 23 mila. È un dato che può sorprendervi, ma Avvenire è al secondo posto in Italia per abbonamenti, secondo solo al Sole 24 Ore.
Non c’era lo scorso anno la realtà di E polis, prodottomolto interessante nel panorama dei quotidiani italiani, perché è l’evoluzione della free press, che diffonde informazione superficiale e ampia, ma ricalca le caratteristiche di un quotidiano vero, che fa informazione concorrenziale ai giornali seri: rappresenta una novità di portata paragonabile a Repubblica entrata in campo nel ’76.

È diffuso nelle grandi città, in alcuni punti strategici (noi adesempio in Rai ne abbiamo un contenitore a disposizione), e una piccola parte è venduta a 0,50 euroin edicola. Per un giornale come questo, che ti può pubblicare 5 righe, devi ripensare la tuacomunicazione.

A proposito de Il Giorno e de L’Unità notiamo anche grandi differenze tra tiratura evendite, cosa che ci parla della condizione della stampa italiana oggi (la tiratura e le venditecoincidono in un solo caso: quando vengono distribuiti solo con abbonamenti).

Il bipolarismo Corriere - Repubblica è mediamente un problema per l’ufficio stampa: dare notizie a loro èdifficile, perché campano uno sull’altro sull’anteprima assoluta. Faccio un esempio: ai primi didicembre inaugureremo il nuovo centro di produzione Rai di via Mecenati. Studi ultramoderni,realizzati guardando avanti, e che riqualificano quella zona di Milano. Repubblica mi ha chiestoesplicitamente se possono guardarli prima degli altri, e devo decidere come comportarmi. Se le notizie sono in anteprima, il giornale me le pubblica meglio, con più evidenzia e volentieri.

C’è sempre, tra i media, la guerra per arrivare per primo a pubblicare la notizia o quella che vieneritenuta tale e che anche io posso costituire per loro. Non ci sono i cosiddetti giornali di partito, Il Manifesto è una cooperativa. L’Unità non è mai stata considerata semplicemente un giornale dipartito, per la sua autorevolezza superiore.

giovedì 10 aprile 2008

Quale mentalità per un Ufficio Stampa?

Un’attività da gestire con mentalità giornalistica.
Ci interessa dare delle notizie, riguardanti una trasmissione televisiva, una quotazione in borsa, laformazione di una partita di calcio ecc. Sono notizie e che quindi devono rispettare l’abc delgiornalismo: la notiziabilità, i mille fattori che conferiscono a una cosa appeal.

Pensate ad un vostro progetto: cosa ha di interessante? Ha un valore aggiunto? Qual è il suo valore aggiunto? Occorre chiederselo.

E poi ci sono gli operatori, ai quali chiedevo come giornalista le notizie, mentre ora le fornisco. Le agenzie di stampa non sono tenute a pubblicare tutto ciò che io passo. Per moltepubblicare molte notizie è una chance per fare il loro servizio al pubblico che li frequente, ma altresi dimenticano di pubblicare, o valutano poco interessanti giornalisticamente le cose checomunicate.

Ciò nonostante si continua a comunicare con tutti.

lunedì 7 aprile 2008

Altre definizioni? L'ufficio stampa, Cosa fa e farà mai?

Carlo: oggi dobbiamo parlare dell’ufficio stampa. Cosa fa secondo voi l’ufficio stampa? Alcuni lo vedono come una sorta di “venditore”. Alcuni si chiedono se si possa chiamare veramentegiornalismo questo tipo di attività.

Ester: l’ufficio stampa pubblicizza la realtà di un’azienda o di un evento presso i media, presentando, anticipando, dando notizia dopo.

Carlo: il giornalista di un ufficio stampa sa cos’è una notizia, e la vende, come ogni altro giornalista: qualunque cosa comunichi, vendo qualcosa, anche se scrivo un libro. Non voglio conquesto paragonare il giornalismo a una vendita. Ma è un fatto democratico, si partecipa a più gente possibile la comunicazione di un fatto-notizia. Si può fare anche in termini negativi, sia come giornalismo che come ufficio stampa, raccontando balle, con esiti devastanti.
È importante che chi si connette con i media li conosca, e ne parleremo.L’obiettivo è, nel gestire l’immagine di un’azienda: fare bene e farlo sapere.

Può capitare che alcune notizie non si debba darle, o che occorra dire alcune cose in certo modo, anche se in realtànell’azienda si sa che non sono esattamente così.

Vi faccio vedere subito un esempio:
ufficio stampadella Rai, http://www.ufficiostampa.rai.it/. Leggiamo un comunicato stampa sugli ascolti, preparato da uncollega: si parla di percentuali di ascolto. Se andiamo a confrontarlo con uno emesso da Mediaset, notiamo che la Rai ha pubblicato un comunicato difensivo: hanno avuto una serataccia, e devonoperò comunicarlo in modo “onorevole”, facendo apparire qualche dato positivo. Si nascondequalcosa a vantaggio di qualcos’altro, per proprio comodo.
Non è una valutazione etica, in qualchemodo è umano.

domenica 6 aprile 2008

Altra definizione di Ufficio Stampa: Definizione Universitaria

L'Ufficio Stampa di un ente, un’azienda o un’istituzione è la struttura preposta alla gestionedei rapporti con i mezzi di informazione (carta stampata, radio, Tv, riviste on-line):

seleziona, filtra e sintonizza il flusso di informazioni provenienti dall'interno dell’ente infunzione delle esigenze degli organi di informazione e, contemporaneamente, interpreta leinformazioni dei mass-media in funzione delle esigenze dell’ente.




Tratto dall'università degli studi di Udine

sabato 5 aprile 2008

Una prima domanda: Cos'è un ufficio stampa?

L'ufficio stampa è la struttura che si occupa dell'informazione da destinare all'esterno dell'organizzazione cioè dell'attività di comunicazione ai mezzi mass media.

Cosa fa un ufficio stampa?
La funzione principale di questo ufficio è quella di selezionare, filtrare e veicolare il flusso delle informazioni provenienti dall'interno dell'ente/organizzazione verso gli organi di informazione.
I suoi principali interlocutori sono i mass media: quotidiani, radio, tv, riviste, ecc. in grado di raggiungere precisi e circoscritti target di utenza così come il pubblico di massa in generale.

La Legge n. 241/90 ha avviato una riforma complessiva dei rapporto tra cittadino ed istituzioni pubbliche, la cui attuazione è stata fortemente accelerata dai provvedimenti "Bassanini". In tale contesto, la comunicazione è diventata una finalità istituzionale e nuovi obblighi sono stati disciplinati da ulteriori fonti normative. In particolare, il decreto legislativo 29/93 e la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11/10/94.

Inoltre, con l'entrata in vigore delle norme sulla tutela dei dati personali (Legge n. 675/96 e Codice deontologico approvato dall’Ordine nazionale dei giornalisti nel '98), i valori ed i contenuti della privacy vanno contemperati con gli obblighi di trasparenza e di pubblicità degli atti pubblici.